Costo aggiuntivo per il pagamento con ‘PayPal’: multa per la società

Violato il ‘Codice del consumo’, che espressamente prevede che non si possono imporre ai consumatori spese ad hoc per l’uso di determinati strumenti di pagamento

Costo aggiuntivo per il pagamento con ‘PayPal’: multa per la società

Multa sacrosanta – di 5mila euro, nello specifico – per la società che sul proprio sito web carica sui consumatori un costo aggiuntivo legato al mezzo di pagamento per gli acquisti effettuati on line. Nessun dubbio per l’Antitrust (provvedimento del 6 agosto 2024), a fronte del quadro relativo all’operato di una società attiva (anche attraverso un sito web ad hoc) nel commercio al dettaglio di parti e accessori di autoveicoli d’epoca. Il procedimento ha avuto ad oggetto la condotta posta in essere dalla società a partire da febbraio 2023 e inerente all’introduzione, con riferimento al territorio italiano, di un costo aggiuntivo, a carico del consumatore, legato al mezzo di pagamento utilizzato per gli acquisti effettuati sul sito. In particolare, sulla base di una segnalazione pervenuta e delle verifiche svolte d’ufficio, è emerso che sul sito era richiesto, in aggiunta al prezzo inizialmente indicato durante il processo di acquisto, un costo aggiuntivo pari al 4 per cento del totale dell’ordine per i pagamenti effettuati attraverso ‘PayPal’, mentre non erano richieste spese per l’utilizzo degli altri strumenti di pagamento disponibili (diversi dal contante), quali il bonifico bancario. Nella denuncia pervenuta all’Antitrust, un consumatore ha rappresentato che, all’atto del pagamento di un prodotto acquistato sul sito, per i pagamenti effettuati attraverso ‘PayPal’ la società venditrice applicava una commissione del 4 per cento sul totale dell’ordine. Per l’Antitrust è palese l’illiceità della condotta posta in essere dalla società e consistente nella previsione a carico del consumatore di un supplemento di prezzo direttamente correlato allo strumento di pagamento da quest’ultimo prescelto (cosiddetto ‘surcharge’), in contrasto con il ‘Codice del consumo’, che espressamente prevede che non si possono imporre ai consumatori, in relazione all’uso di determinati strumenti di pagamento, spese per l’uso di detti strumenti.

news più recenti

Mostra di più...