Liquidazione controllata del patrimonio per il contribuente destinatario di una cartella esattoriale monstre
Il debito fiscale, di rilevante importo, grava su un uomo di quasi 80 anni, continua ad essere oggetto di intimazioni di pagamento e non pare fronteggiabile col semplice ricorso alle entrate familiari

A fronte di una cartella esattoriale monstre è possibile concedere al contribuente l’apertura della liquidazione controllata del suo patrimonio. Questo il pronunciamento – sentenza del 2 luglio 2024 del Tribunale di Trani – con cui i giudici hanno ritenuto evidente la irreversibile situazione di sovraindebitamento di un uomo di quasi 80 anni di età. In sostanza, si è appurato che il debito fiscale, di rilevante importo, che grava sull’anziano continua ad essere oggetto di intimazioni di pagamento, anche recenti, da parte dell’agenzia di riscossione, e non pare assolutamente fronteggiabile con il ricorso alle entrate familiari dell’uomo. Su quest’ultimo punto, comunque, i giudici precisano che, in considerazione delle spese necessarie per il mantenimento personale e familiare del contribuente quali documentate in atti e verificate dal gestore della crisi, possono essere sottratti dalla liquidazione i redditi dell’uomo sino all’importo mensile di 1.600 euro per dodici mesi, con obbligo per lui di versare al liquidatore il reddito eccedente tale limite nonché ogni ulteriore entrata (a qualsiasi titolo) durante la pendenza della procedura. A legittimare la richiesta dell’uomo anche la constatazione della strana origine del debito fiscale. Nello specifico, si è appurato che egli era stato raggirato negli anni in cui egli era psicologicamente molto fragile e a sua insaputa era stata aperta una ‘partita IVA’ sfruttando il suo nome ed i suoi dati, ‘partita IVA’ che poi diede origine a un grossissimo debito con l’Agenzia delle Entrate.