Risarcimento per danni a lungo termine determinato in base alla manifestazione dei sintomi.

Il diritto al risarcimento per danni che si manifestano a lungo termine è stato discusso nella recente ordinanza della Cassazione, n. 23030/2024.

Risarcimento per danni a lungo termine determinato in base alla manifestazione dei sintomi.

Il caso riguardava una donna che aveva contratto l'epatite C tramite una trasfusione di sangue ospedaliera e che aveva ottenuto un risarcimento dai tribunali. Tuttavia, il Ministero della Salute ha presentato ricorso in Cassazione affermando che la quantificazione del risarcimento basata sull'età al momento dell'infezione non era corretta, secondo i principi riguardanti i danni a lungo termine che si sono presentati successivamente.

La Suprema Corte ha chiarito che nel caso di danni a lungo termine come quello in esame, il diritto al risarcimento per il danno biologico sorge solo quando i sintomi diventano evidenti e non al momento dell'infezione stessa. Il danno non consiste solo nella lesione fisica o mentale, ma nelle conseguenze pregiudizievoli che interessano la persona. Se non ci sono conseguenze rilevanti, non c'è un danno indennizzabile. In caso contrario, si configurerebbe un danno in sé, senza una chiara connessione tra l'evento e i danni subiti.

Pertanto, la sentenza della Corte d'appello è stata annullata per quanto riguarda la quantificazione del danno, e la Corte territoriale competente dovrà riesaminare la questione per stabilire il risarcimento in modo corretto.

In conclusione, viene sottolineata l'importanza di valutare accuratamente i danni a lungo termine e di garantire che il risarcimento venga calcolato in base alle conseguenze effettive subite dalla persona, non solo al momento dell'infezione, ma quando i sintomi e gli effetti dannosi diventano evidenti.

news più recenti

Mostra di più...